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MEDITAZIONE PER BAMBINI: PRATICHE E BENEFICI

 In Meditazione

“Se a ogni bambino di otto anni venisse insegnata la meditazione, riusciremmo a eliminare la violenza nel mondo entro una generazione.”

Dalai Lama

In questo articolo scopriamo i benefici della meditazione per bambini e alcuni esercizi per introdurli alla pratica nel modo giusto, coinvolgendoli attivamente.

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PREMESSA

Spesso ci illudiamo che i bambini siano immuni allo stress: in realtà, vivono emozioni forti e, fin dalle prime esperienze sociali conoscono la competizione. È vero che i bambini vivono nel presente, non hanno preoccupazioni e si identificano totalmente con quello che stanno facendo nel momento, ma è un periodo della vita che dura poco: presto, solitamente con l’inizio della scuola, anche i bambini iniziano a preoccuparsi, ad avvertire ansie e pressioni, a spostare il pensiero verso il passato e il futuro. Ecco perché la meditazione per bambini può diventare una piacevole e utilissima abitudine anche durante l’infanzia, con risvolti ben visibili sulla capacità di concentrazione e di gestione delle emozioni.

Ogni bambino piccolo che inizia a manifestare se stesso, cerca nel contempo l’approvazione ed il riconoscimento dei propri genitori come una piccola pianta cerca acqua, luce e aria. Quando una qualità non viene accettata e riconosciuta, magari perché i genitori vogliono che il bambino sia così o colà, al bambino non resta altro che modificare se stesso, reprimendo o negando questa qualità non accettata, perché ha bisogno del loro amore e riconoscimento. 

La repressione continua delle proprie qualità emotive porta il bambino ad abituarsi a convivere con certe emozioni dentro di sé per un lungo periodo di tempo e questa tendenza diventa un tratto della personalità come descrive bene lo studio del Dr. Joe Dispenza, puoi approfondirlo QUI. A quel punto gli altri descriveranno quel bambino come ‘rabbioso’, ‘rancoroso’ o ‘critico’.

PERCHÈ LA MEDITAZIONE AIUTA I BAMBINI

Nella nostra società moderna i problemi sopra descritti sono aggravati dai social media (che amplificano gli effetti del bullismo e della pressione sociale), l’eccessiva stimolazione da parte dei media e della tecnologia (che porta a una maggiore irrequietezza e ad una minore capacità di attenzione) e un clima di crescente paura (nutrito dallo stato attuale del mondo e dalle ansie dei genitori).

Prendiamo come esempio la scuola: Cosa accade quando un alunno si comporta male a scuola? Viene messo in punizione, mandato dal preside oppure sospeso.

Ma è davvero utile a migliorare lo stato mentale degli alunni? La punizione consiste spesso nello stare in piedi in un angolo a fissare la parete oppure qualche altra cosa, ma sicuramente non funziona per far riflettere sulla propria condotta, anzi è controproducente perchè non fa altro che alimentare il clima di paura e abbassare l’autostima del bambino.

In questo contesto, è nostra responsabilità come genitori ed educatori – e come società – insegnare alle nuove generazioni strumenti di auto-aiuto che possono davvero fare la differenza.

“Premiazione e punizione sono la forma più bassa di educazione”.

Chuang Tzu

LA MEDITAZIONE NELLE SCUOLE

Fortunatamente stiamo assistendo a un movimento mondiale che punta ad integrare stabilmente la meditazione nel sistema scolastico. In alcune scuole americane e del Regno Unito la meditazione è già praticata come aggiunta ai programmi di educazione fisica, in altre è insegnata in sostituzione alla detenzione disciplinare.

Il Prof. Robert W. Coleman della scuola elementare di Baltimora ha ideato qualcosa di diverso per gli studenti si comportano male: la meditazione.

Invece di punire i bambini con la punizione o mandandoli all’ufficio del preside, la scuola di Baltimora ha ora una stanza che si chiama chiamato “Mindful Moment Room”… ovvero la sala da meditazione.

La stanza non ha niente a che vedere con una sala da punizione. Invece, è piena di lampade, decorazioni e soffici cuscini viola. I bambini che si comportano male sono invitati a sedersi nella stanza e passare attraverso delle pratiche come la respirazione o la meditazione, aiutandoli a calmare la mente e centrarsi. Essi sono inoltre invitati a parlare di quello che è successo.

Tra le pratiche meditative, quella della mindfulness in particolare si presta ad essere insegnata in maniera semplice, partendo fin dall’inizio del percorso scolastico.
La parola mindfulness significa “presenza mentale”. La capacità di essere presenti a se stessi è una delle nostre capacità innate. Se vuoi saperne di più sulla pratica della Mindfulness ti invito a leggere l’articolo nel blog.

Infanzia e adolescenza sono importanti fasi di sviluppo che costruiscono le basi per la salute mentale negli adulti. Nella letteratura recente, i programmi scolastici basati sulla consapevolezza che utilizzano tecniche adeguate all’età, hanno dimostrato una serie di benefici sociali, cognitivi ed emotivi per gli studenti delle scuole elementari e medie.

Coltivare la consapevolezza lungo il percorso educativo:

  • Promuove la creatività
  • Sviluppa la concentrazione 
  • Migliora le prestazioni scolastiche
  • Migliora le prestazioni sportive
  • Sviluppa l’intelligenza emotiva
  • Sviluppa la salute e il benessere mentale nei bambini. 

COME INSEGNARE LA MEDITAZIONE MINDFULNESS AI BAMBINI 

La mindfulness per bambini ha come obiettivo principale suscitare la loro curiosità, la loro attenzione. Fare in modo che il loro senso di meraviglia non finisca mai, così come il loro interesse nel connettersi con l’esterno da un interno più rilassato, più reattivo e sicuro di sé.

Insegnare ai bambini è molto diverso dall’insegnare agli adulti. I bambini hanno meno pazienza, minore capacità di attenzione e poco autocontrollo. D’altra parte, hanno una maggiore immaginazione, un senso di giocosità e imparano velocemente tramite il buon esempio.

La prima cosa da tenere in considerazione è la fascia di età a cui ci rivolgiamo, che corrisponde anche ad uno stile di apprendimento ben preciso.

La meditazione per bambini piccoli (1-3 anni), è più simile a un “movimento consapevole” o a un ‘gioco creativo’ che a una vera e propria pratica. Mentre nella fascia da 3 a 5 anni i bambini iniziano a prestare attenzione alle storie quindi per esempio si potrebbe inventare una favola con protagonista un animale domestico o uno dei suoi giocattoli preferiti che intraprende un viaggio attraverso il suo corpo per esplorare l’energia. Invece la musica meditativa e le meditazioni registrate possono avere un effetto profondamente calmante sui bambini dai 6 anni in su, ma la preferenza è personale.

La cosa più importante quando si insegna ai bambini a meditare è presentare le pratiche in un modo più interessantedivertente e coinvolgente. Non permettere mai che diventi noioso per loro. Falla sembrare un’attività piacevole, come il gioco, e i bambini vorranno farlo di nuovo.

PRATICA MEDITATIVA (BAMBINI 5 -8 ANNI ) – LA PICCOLA LUCE DELL’ATTENZIONE

Questa meditazione aiuta i bambini ad essere attenti al respiro e a migliorare la concentrazione, essere meno impulsivi ed esercitare un certo controllo sul proprio mondo interiore senza condannare o reprimere nulla.

A chiunque desideri avvicinarsi al mondo della meditazione e delle pratiche olistiche può contattarmi cliccando qui per sessioni personalizzate online o in presenza 

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