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Mindfulness per il bullismo

 In Mindfulness

La mindfulness è una pratica di meditazione che può rivelarsi utilissima per affrontare il bullismo nella scuola di oggi e le difficoltà di concentrazione e di relazione degli studenti.

Leggi l’articolo per saperne di più!

mindfulness per il bullismo

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Benessere a scuola, Bullismo e Cyberbullismo

Quasi uno studente italiano su tre riferisce di essere stato vittima di bullismo durante l’anno scolastico e sette giovani adulti e bambini su dieci sono vittime di bullismo ogni giorno, secondo le statistiche più recenti.

Anche il cyberbullismo è in sensibile aumento: la maggior parte dei dati disponibili riguarda indagini condotte nei Paesi industrializzati con percentuali di minorenni che lo hanno sperimentato che variano tra il 5% e il 20% della popolazione minorile, con conseguenze psicofisiche che vanno dal mal di testa ai dolori allo stomaco e/o che si manifestano con mancanza di appetito o disturbi del sonno.

Come educatori e genitori, siamo consapevoli di questo problema crescente nelle nostre scuole. Gli insegnanti cercando costantemente di poter trasmettere un messaggio educativo ai nostri giovani. Si cerca spesso di capire meglio la situazione, o da dove spunti fuori quel comportamento aggressivo, ma puntare il dito, cercare un colpevole, mettere in punizione non risolve di certo la situazione.

Quando il bullismo viene scoperto all’interno delle mura scolastiche, la domanda più importante deve essere: “Cosa facciamo adesso?” La pratica della Mindfulness per il bullismo, parte proprio dal concentrarsi sul concetto di “adesso”, l’unico momento in cui si svolge la vita, l’unico momento in cui possiamo realmente offrire un aiuto.

Cos’è la Mindfulness?

La Mindfulness non è un sistema di credenze. È la pratica del prestare attenzione, in modo gentile e non giudicante al momento presente, detto anche “adesso”. Leggi l’articolo sul blog per saperne di più.  Aiutando gli studenti ad allenare il loro cervello a concentrarsi maggiormente e a rafforzare le loro funzioni cerebrali, gli educatori possono utilizzare la consapevolezza per migliorare le capacità degli studenti, rilassarsi e non identificarsi con il loro pensiero, elaborando di più in un periodo di tempo ragionevole. Ma il problema principale è, chi aiuta gli educatori?

Nella mia esperienza di facilitatore Mindfulness, ho lavorato spesso nelle scuole sia con docenti che insegnati. Durante i corsi di formazione in Mindfulness per gli insegnati, ho potuto notare come ciascuno di loro esprimesse tante difficoltà ad essere nel ‘qui ed ora’ anche durante le ore di lezione. Come pretendiamo quindi che i nostri figli siano educati a vivere nel qui ed ora se gli stessi insegnanti sono continuamente distratti o vivono intrappolati nelle distrazioni della mente?

Il significato di “qui ed ora” e consapevolezza sono stati ben definiti da ricercatori e autori come Eckhart Tolle e Jon Kabat-Zinn, un pioniere in questo campo. Le prime ricerche sulla strategia di utilizzo della consapevolezza per prevenire il bullismo mostrano grandi promesse.

bullismo e mindfulness

Tutti i benefici della Mindfulness per il bullismo

Secondo mindfulschools.org e l’autrice Janice Houlihan dell’Università del Massachusetts: “Le pratiche di consapevolezza aiutano il bullo, la vittima e tutti i testimoni coinvolti a sviluppare una più profonda consapevolezza di se stessi, resilienza, compassione e una maggiore capacità di regolare le proprie risposte emotive”.

In effetti, essere consapevoli nel momento presente, aiuta ad insegnare ai nostri studenti di più sul loro sé fisico e su come le parti del corpo e della mente lavorano insieme e contro di noi. La consapevolezza diventa un tipo di “medicina” che possono usare per lasciar andare l’ansia che può portare al bullismo.

Esiste una vasta letteratura che ha messo in luce i numerosi effetti benefici della mindfulness su bambini e adolescenti. Oltre a un generale miglioramento della salute mentale e delle competenze sociali, emergono:

  • Riduzione del bullismo (Zhou et al., 2016).
  • Aumento della concentrazione, anche nei bambini con diagnosi di ADHD (Zhang et al., 2016).
  • Riduzione dei problemi legati all’attenzione (Crescentini et al., 2016).

Eline Snel, scrittrice ed esperta di mindfulness, ha sviluppato un metodo, Mindfulness Matters, per formare insegnanti e operatori del settore della salute mentale a fare propri i principi della mindfulness e metterli in pratica nelle loro rispettive professioni.

In seguito al successo del metodo, ha sviluppato programmi specifici per bambini e adolescenti da adottare nelle scuole, in particolare quello denominato Sitting still like a frog (Stare seduti immobili come una rana), dedicato ai più piccoli.

“Dodici presidi di scuole diverse mi hanno chiesto di fare un corso di MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) per sperimentarlo personalmente e capire di cosa si trattava – racconta la Snel. In seguito, due insegnanti che avevano fatto il training altrove hanno provato a riproporlo ai bambini, ma non ha funzionato. L’MBSR, pensato per gli adulti, non era adatto.”  

A questo punto le è stato chiesto di implementare il suo metodo per i bambini. “L’atmosfera di apprendimento cambia completamente, sia da parte degli insegnanti che degli studenti – spiega la Snel. Grazie a 10 minuti di meditazione al giorno, pensata a misura di bambino, si sviluppano sentimenti di rispetto ed empatia. Lentamente, i bambini diventano più disposti ad ascoltare e a includere gli altri”.

Al momento, 750 bambini in diverse scuole olandesi godono del mindfulness training. Nelle classi che hanno adottato il metodo, non c’è più stato bisogno dei programmi contro il bullismo perché il bullismo non è più stato un problema.

Come ogni buon atleta, allenare gli studenti a diventare più consapevoli richiede pratica. E mentre l ‘”arte” della consapevolezza può sembrare molto semplice, i nostri cervelli iperattivi trovano difficile praticarla all’inizio. Usare la consapevolezza in classe per soli 10-15 minuti al giorno può aiutare notevolmente il comportamento, l’attenzione e il processo di pensiero degli studenti.

mindfulness e bullismo

Mi interesso al mondo

La mindfulness per bambini ha come obiettivo principale suscitare la loro curiosità, la loro attenzione. Fare in modo che il loro senso di meraviglia non finisca mai, così come il loro interesse nel connettersi con l’esterno da un interno più rilassato, più reattivo e sicuro di sé.

Sono più attento a ciò che mi circonda


La capacità di focalizzare meglio l’attenzione su determinati stimoli migliorerà la loro concentrazione. Un aspetto, questo, indubbiamente essenziale in questo mondo così sovraccarico di stimoli, nel quale i bambini non hanno filtri ragionevoli e stabili con cui gestire una tale valanga sensoriale e percettiva.

Capisco, controllo e canalizzo le mie emozioni negative

D’altra parte, come osservato in precedenza, la mindfulness va al di là di un semplice compendio di esercizi da mettere in atto quasi come stile di vita. Le sue tecniche, la sua filosofia e il suo approccio favoriscono spesso dei cambiamenti su di noi, quanto basta per offrirci nuove prospettive.

I bambini, dal canto loro, saranno in grado sin da molto presto di gestire al meglio le proprie emozioni negative, di capire la fonte della loro rabbia o tristezza, per incanalarle correttamente. Questo migliorerà enormemente le loro abilità sociali, il loro modo di relazionarsi, ad esempio evitando situazioni di violenza e di aggressività in classe.

La mindfulness è uno strumento per aiutare i nostri bambini ad acquisire più umanità. A non diventare semplicemente dei lavoratori e dei consumatori, ma a coltivare fin da subito le loro capacità di presenza nel mondo, prendendo coscienza di quanto esso sia bello e fragile. -Il bambino è padre dell’uomo-, scriveva il poeta inglese Wordsworth. Personalmente, sono convinto (anche se ora non ho prove e studi a sostegno di ciò!) che la mindfulness possa aiutare i nostri bambini a diventare adulti migliori.

lavori bullismo primaria

Esempi di tecniche di Mindfulness per il bullismo da utilizzare in classe:

Osserva il tuo respiro. Con la schiena dritta, inspira le parole: “Io sono” ed espira la parola: “Pace”. Ripeti 3-5 volte. Assicurati di sentire il respiro che sale dalla base della colonna vertebrale o dell’addome e lascia che salga attraverso il petto e i polmoni. Questi possono anche essere indicati come “respiri dell’ascensore” per un migliore pensiero visivo.

La scatola dei pensieri:

Una soluzione che si rivela altrettanto utile per calmare le preoccupazioni e che potete utilizzare è la statola dei pensieri. Potete divertirvi a costruirla e decorarla insieme. Prima che vostro figlio/a vada a dormire, provate a chiedere se c’è qualcosa che lo turba, lo innervosisce o lo agita. Prendere in considerazione queste preoccupazioni (invece di evitare di pensarci), serve a chiarirne la natura. I pensieri possono poi essere messi nella scatola. Si solleva il coperchio, si ripongono i pensieri e si richiude il coperchio. A questo punto, il bambino appoggia la scatola su uno scaffale della camerata, a una certa distanza, e vede che i pensieri non sono più nella sua testa ma nella scatola.

Qui ti lascio una meditazione guidata Mindfulness per bambini,  per aiutarli ad essere attenti al respiro e a migliorare la concentrazione, essere meno impulsivi ed esercitare un certo controllo sul proprio mondo interiore senza condannare o reprimere nulla.

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